“Il curioso paradosso è
che quando mi accetto per come sono,
allora posso cambiare”
Carl R. Rogers

 

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Domande Frequenti

Come avviene il primo incontro con un Counselor?

Il primo incontro con un Counselor è quasi sempre preceduto da un contatto telefonico.  Durante questa telefonata il Counselor vi accoglierà e vi inviterà ad un colloquio conoscitivo a titolo gratuito di una durata di 30min, durante i quali sarete liberi di esporre il motivo che vi ha spinto a contattarlo. In seguito il counselor valuterà se il suo ruolo possa essere idoneo o meno rispetto alla vostra richiesta. Qualora il suo intervento dovesse risultare idoneo si procederà con la parte informativa riguardo trattamento dati, incontri, compenso, ecc. Diversamente si valuterà la possibilità di valutare un percorso diverso.

Fin dove può intervenire un counselor?

Un counselor è abilitato ad intervenire su dinamiche presenti, sul qui ed ora. L’obiettivo del percorso con un counselor è quello di uscire da un momento di staticità paralizzante riportando alla luce delle risorse che possano permettere al cliente di ricominciare ad avere il controllo della sua vita. Insieme al cliente si stabiliranno degli obiettivi da raggiungere in un numero X di incontri. Durante il percorso o al termine di esso il counselor, là dove dovesse ritenerlo opportuno, può consigliare al cliente un incontro con un professionista clinico, quale psicologo o psicoterapeuta, per approfondire in maniera più adeguata una situazione che presenta ramificazioni nel passato e ormai radicata nell’evoluzione del cliente.

Quali strumenti utilizza un counselor durante i suoi colloqui?

Il counselor utilizza principalmente l’ascolto attivo che può essere supportato dall’utilizzo di diversi strumenti in base all’ambito di specializzazione di ogni counselor. Un counselor olistico utilizzerà le tecniche olistiche, un counselor filosofico, le tecniche dell’analisi filosofica e così via.
Nessun counselor può invece usare le tecniche cliniche, come test o ipnosi o esercizi e interventi di regressione.

Perché un counselor e non un professionista clinico?

In realtà qui non c’è una vera e propria scelta, in quanto le figure sono distanti in approccio e sviluppo del benessere del cliente. Il counselor  può aiutarti nel problema specifico ma per sbrogliare la matassa che si è radicata nel nostro essere c’è bisogno del professionista clinico. Un counselor e un professionista clinico possono essere una catena di montaggio efficiente per tutti quei clienti che vogliono iniziare a credere e lavorare su se stessi a piccoli passi, con piccoli obiettivi per raggiungere grandi risultati. In conclusione un percorso con un counselor può permetterci di riscoprire risorse che ci permettono di essere più consapevoli di noi stessi  e magari questa consapevolezza può portare, (oppure no perchè non c’è bisogno) a metter in luce un problema pregresso o ormai radicato e quindi invogliare il cliente a  scegliere un ulteriore percorso con professionisti clinici per aumentare il proprio benessere. 

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