Se mi piego mi spezzo?

Se mi piego mi spezzo?

Assolutamente NO!
Sfatiamo qualche mito: L’inflessibilità non è PER SEMPRE e non è solo NEGATIVA. Si può imparare e moderare l’inflessibilità affinché quest’ultima possa prendere il giusto equilibrio tra concezione negativa e positiva.
Iniziamo dall’idea negativa che abbiamo dell’inflessibilità:

L’inflessibilità è il rifiuto di ogni compromesso. Le personalità inflessibili posso sembrare all’inizio personalità molto forti e sicure ma cambiando la prospettiva il rifiuto fermo e deciso dell’inflessibilità potrebbe essere una maschera dietro la quale si cela una grande insicurezza.

L’inflessibilità rende molto restii al cambiamento e all’uscita dalla propria zona di confort.
Rende cechi, chi è inflessibile ha un ideale di perfezione molto alto e non vede e accetta sfumature, tutto è Bianco o Nero. Mirano a obiettivi molto alti e al loro compimento perfetto.

La personalità inflessibile ha come motto: “PRIMA IL DOVERE E POI IL PIACERE”; il problema è che spesso questo piacere non arriva perché c’è sempre qualcosa che può esser fatto meglio.

Nella concezione positiva l’Inflessibilità è:
Fermezza e rispetto di sé e degli altri. L’essere inflessibile ma in maniera ragionevole e ragionata è un modo per affermare se stessi e i propri spazi. Basta pensare alla figura genitoriale o a quella di un formatore, di un’insegnante; se queste figure non fossero inflessibili delle direttive di “regole” ed educazione non riuscirebbero ad insegnare nulla. L’essere inflessibili nella misura sufficientemente buona è giusto, corretto e positivo.

La personalità che usa l’inflessibilità in maniera equilibrata è pronta e aperta al cambiamento, non ha timore di uscire dalla zona di confort o del non raggiungimento di un obiettivo secondo direttive iniziali.
In conclusione possiamo dire che l’Inflessibilità si migliorare nel sua concezione negativa e si può migliorare e stimolare all’equilibrio nella sua concezione positiva. “ SE MI PIEGO NON MI SPEZZO, ANZI…… CRESCO”

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