Sono malato, perchè non me ne parli?

Sono malato, perchè non me ne parli?

“I bambini sono come un fiore delicato, bianco, puro… Un bambino malato va in confusione e la sua delicatezza potrebbe dissolversi come polvere il nostro compito è accogliere le loro paure trasformandole in consapevolezza e conoscenza di ciò che succede”… Tendenzialmente ogni genitore cerca il più possibile di evitare sofferenze al proprio figlio.
Ma in realtà la Comunicazione è spesso il canale più efficace per poter evitare o comunque alleggerire una sofferenza.
Un bambino ha il diritto di sapere cosa succede intorno a lui, anche perché i genitori che hanno cercato di nascondere delle informazioni sulla malattia del proprio figlio, hanno poi scoperto che quest’ultimo sapeva molto di più di quanto immaginassero. Ebbene si!
I bambini sanno, intuiscono quando qualcosa non va, i cambiamenti anche i più piccoli per loro sono grande motivo di attenzione. Inoltre è importante ricordarci che i bambini troveranno sempre e comunque un modo per informarsi, il problema nascerà sulle fonti e i modi che useranno per informarsi, quindi è compito di noi adulti informarli nella maniera più corretta in modo da aiutarli a comprendere meglio i cambiamenti e le emozioni.
Un bambino si sentirà libero e sereno di esprimere i suoi dubbi e le sue paure solo dopo che un adulto discute per primo della malattia con lui.
Vediamo insieme alcune indicazioni su come stabilire una comunicazione:
– Comunicazione efficace: è importante che il bambino senta che siamo davvero li per ascoltarlo e accoglierlo, per questo è fondamentale prima di tutto soffermare la nostra attenzione sull’osservazione del NON-VERBALE. La postura del bambino, ad esempio, può dirci tantissimo sul suo stato d’animo;
– Valutare ciò che il bambino già sa: Per fare questo basta chiedere al bambino quale crede sia la causa del suo malessere;

-Chiedere cosa vorrebbe sapere: è importante spostare il focus dell’attenzione da cosa vorremmo comunicare a cosa il bambino ha bisogno di sapere. In questa fase è facile che le domande dei bambini, soprattutto quelli più grandi, siano mirate alle ripercussioni della loro malattia sulla vita sociale. E’ importante per loro capire come la malattia influenzerà la loro quotidianità (scuola, palestra, uscite ecc.)
-Rispondere alle richieste del bambino: è importante dopo aver ascoltato ciò che il bambino vuole sapere, rispondere a TUTTO. Prendiamoci tempo e cerchiamo di non dimenticare nulla, è facile in questa fase che il bambino possa distrarsi, allontanarsi e concentrarsi su altro, questo gesto non è disinteresse anzi il bambino si sta semplicemente prendendo il suo tempo per elaborare tutte le informazioni ricevute, quindi armatevi di pazienza e dategli tempo.
– Aggiungere gli elementi ritenuti essenziali: dopo aver ascoltato, risposto ed atteso i tempi del bambino è arrivato il momento di fare un cambio marcia, come? Potreste dire una frase tipo: “ adesso ti devo dire io alcune cose….”
Nella fase della comunicazione è importante fare attenzione alle parole che scegliamo, essere diretti e chiari è la chiave per una comunicazione efficace. Alcuni autori consigliano anche l’utilizzo delle metafore, analogie o linguaggio figurativo per facilitare il canale comunicativo con i bambini , soprattutto con i bambini più piccoli.
In conclusione posso dire che la COMUNICAZIONE va usata PER AIUTARE A CRESCERE.
I bambini possono sembrare ed essere confusi, quindi è nostro compito aiutarli tramite la comunicazione a riequilibrare quelle emozioni confuse.

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