Ogni cosa a suo tempo

Ogni cosa a suo tempo

POSSO? NO! PERCHE’? OGNI COSA A SUO TEMPO
Quante volte ci siamo sentiti dire questa frase? E cosa voleva realmente dire?

Io per prima sono stata cresciuta con questa frase, per ogni piccola cosa.
“mamma, papà voglio uscire con i miei amici”
“no, è presto ogni cosa a suo tempo”

“mamma, papà voglio andare a ballare anche io”
“no, ogni cosa a suo tempo”

“mamma, papà voglio andare anche io a fare il ferragosto in spiaggia con gli amici”
“no, ogni cosa a suo tempo”

Ma la domanda reale è: ma il tempo di chi?

Non metto in discussione la buona fede dei miei genitori nell’utilizzare questa risposta.
Ma!

Il tempo era il mio, il loro o di chi? In che modalità doveva arrivare il tempo giusto?

Avete mai provato a dire ad un cane, NO-NO-NO-NO-NO e poi all’improvviso SI VAI?

Bè vi dico cosa succede, succede che le reazioni potrebbero essere due

-devastazione totale per un’inadeguata gestione dell’eccitazione per aver ottenuto ciò che si desiderava;
-troppa e dico TROPPA attenzione, diffidenza nell’affrontare qualcosa che per tempo è stata negata per una serie di motivazioni che non si riuscivano a capire.

Ecco la stessa cosa succede in una persona, in un adolescente, che seppur capace per sviluppo cognitivo di comprendere le motivazioni genitoriali non può per maturità cognitiva assimilarle adeguatamente.

Io? Bè io ho reagito in maniera troppo responsabile in alcuni momenti e in maniera totalmente irresponsabile in altri.
Il motivo è semplice in entrambe le situazioni non avevo le risorse adatte per fronteggiare quella situazione di “libertà”, quel “tempo” che era arrivato ma che io non sapevo come e perché.

Quando usiamo la frase “ogni cosa a suo tempo”, bisogna tener conto che le esperienze devono essere equilibrate sul tempo della persona singola e non su ideologie o meccanismi educativi standardizzati.

Ad oggi assistiamo a due strategie educative completamente opposte,
-tutto e subito;
-niente e il più lontano possibile.

Questo ovviamente comporta una serie di situazioni di disagio nei ragazzi, da un parte per mancata regolazione di libertà in eccesso e dall’altra per mancata regolazione di libertà in difetto.

Come sempre la chiave sta nella comunicazione. Io mi rendo conto che spesso dare risposte che chiudono la comunicazione per un genitore è più semplice, veloce e soprattutto meno impegnativo, ma i bambini, i ragazzi vanno ascoltati, compresi, accolti anche nei momenti di follia (o che a noi adulti sembrano di follia).

ATTENZIONE!!!
Non sto dicendo che dev’essere tutto concesso, ci sono cose che è opportuno che vengano vissute in un fascia anagrafica corretta, ma bisogna ascoltare la richiesta e capirne la natura, se è un bisogno, se è un modo di seguire la massa ( e andrebbe bene anche quello se supervisionato adeguatamente), se è una richiesta di contrasto ecc..

Ogni cosa a suo tempo non è del tutto sbagliato come concetto è sbagliato il modo in cui lo applichiamo.

Facciamo un esempio

“X” ha 3 anni è ha deciso che vuole imitare il suo papà, tagliando il prosciutto con l’affettatrice
E’ il suo tempo?
Ovviamente no
Può farlo?
Certo che si
Come?
Con la supervisione di papà, che spiegherà ad “X” cos’è un’affettatrice e i suoi rischi, allora gli si proporrà di aiutare papà, sistemando il prosciutto vicino, accendendo il tastino che attiva l’affettatrice e ad adagiare le fettine sul suo piattino.

“X” ha usato l’affettatrice?
NO
“X” ha capito e arriverà al momento che potrà usare l’affettatrice in maniera Consapevole?
SI

Ovviamente ho fatto un esempio agli estremi, ma il senso di questo di post è spiegare come i genitori ascoltando, parlando, accogliendo e condividendo tempo positivo con i figli possano gestire le loro richieste “fuori tempo”, permettendo che arrivino al “loro tempo” CONSAPEVOLI di come gestire quella situazione e quelle emozioni.

MA RICORDATEVI, i bambini, i ragazzi e ogni tanto anche noi adulti dobbiamo eccedere nel vivere le situazioni, perché la perfezione non è divertente

Iscriviti alla newsletter